Dal 1948 al 1986, la serie storica di Conquiste del lavoro racconta molto più della vita sindacale italiana. Attraverso le sue pagine passa la storia di un Paese che esce dalla guerra, entra nella Repubblica, costruisce nuove istituzioni democratiche e cerca di dare forma concreta ai diritti sociali. Il lavoro diventa il punto da cui osservare tutto: fabbriche, campagne, salari, casa, previdenza, scuola, sanità, Mezzogiorno, emigrazione e partecipazione civile.
In questi trentanove anni, il sindacato non è solo un soggetto rivendicativo, ma uno dei luoghi in cui si misura la qualità della democrazia. Dalla nascita della Libera CGIL alla fondazione della CISL, dalla stagione di Giulio Pastore a quelle di Bruno Storti, Luigi Macario, Pierre Carniti e Franco Marini, il racconto del lavoro si intreccia con quello della rappresentanza, dell'autonomia sindacale e del confronto con CGIL e UIL, attraverso figure come Giuseppe Di Vittorio, Luciano Lama, Giorgio Benvenuto, Raffaele Vanni e molti altri protagonisti.
Le pagine del settimanale attraversano le grandi trasformazioni dell'Italia: la ricostruzione, il miracolo economico, le migrazioni interne, l'autunno caldo, lo Statuto dei lavoratori, la stagione dell'unità sindacale, la crisi industriale, la scala mobile e le ristrutturazioni degli anni Ottanta. Ma accanto al lavoro emergono anche le fratture della società: terrorismo, stragi, mafia, terremoti, crisi istituzionali, battaglie civili, riforme sociali e nuove domande di partecipazione.
Il valore di questo archivio sta proprio nella sua capacità di restituire il clima di ogni anno. Non solo cosa accadeva nelle fabbriche o nei tavoli contrattuali, ma anche cosa cambiava nel Paese e nel mondo: la guerra fredda, l'Europa comunitaria, il Vietnam, il Medio Oriente, la conquista della Luna, Chernobyl, l'informatica, i nuovi media e le trasformazioni tecnologiche. Ogni fascicolo diventa così una finestra su un tempo storico preciso.
Questa serie storica permette quindi di leggere Conquiste del lavoro come un osservatorio privilegiato sull'Italia repubblicana. Un archivio che parte dal sindacato, ma arriva alla società intera; che racconta i lavoratori, ma anche le famiglie, i territori, le istituzioni e il mondo che cambia. Dal 1948 al 1986, il lavoro diventa la chiave per comprendere quarant'anni di storia italiana.
Luigi Canali
Presidente della Fondazione premio Antonio Biondi

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